
Ingegno contadino e artigianato domestico nella stagione invernale
Nell’alto Appennino Romagnolo i lavori agricoli, come del resto la vita quotidiana, erano legati all’alternarsi delle stagioni: durante i lunghi e rigidi inverni subivano un rallentamento e i contadini si trasformavano in artigiani. D’altronde questi montanari, per mettere insieme il pranzo con la cena, avevano sviluppato numerose e importanti abilità. Non avevano una professione specifica, ma si arrangiavano a fare un po’ di tutto.
Con il legno venivano realizzati utensili per la cucina, come mestoli, setacci, mortai per pestare il sale e pale per raccogliere le granaglie. Non mancano oggetti più curiosi che testimoniano l’ingegno dei Popoli del Parco, come una mazza per piantare i pali realizzata da un unico pezzo di legno ricavato da una radice oppure delle rudimentali ciaspole costruite con legno di castagno e abete che permettevano di camminare sulla coltre nevosa senza sprofondare.
Venivano anche intrecciati panieri con vimini, legni flessibili, paglia. I fondi ad esempio, bassi e dalla forma rotonda, si usavano per mettere il granturco al sole o per allevare i bachi da seta.
Le donne si riunivano attorno al camino e durante le veglie, tra una chiacchiera e l’altra, non stavano mai con le mani in mano. Venivano utilizzate la lana e la stoppa, ricavata dal lino, per realizzare maglie, calze e altri indumenti.
I Popoli del Parco è un progetto del Parco nazionale il cui obiettivo principale è quello di conservare la memoria storica delle comunità locali.
Guarda i video in cui il collezionista Giorgio Graziani ci racconta alcune curiosità sugli oggetti tipici del periodo invernale.
Foto Archivio fotografico Onofrio Leoni









