
Come cambia la vita nei fiumi: impatti e prospettive.
Venerdì 15 maggio, presso la galleria d'arte contemporanea Vero Stoppioni di Santa Sofia (FC), terzo appuntamento della rassegna di conferenze “Il clima che cambia”, dedicata ai cambiamenti climatici, organizzata dal Circolo Legambiente Alto Bidente in collaborazione con il Parco, con il patrocinio del Comune di Santa Sofia. Relatore della serata sarà Andrea Boscherini, naturalista e divulgatore scientifico.
Ecco alcune delle tematiche che verranno trattate durante la serata.
Il cambiamento climatico non è solo percepibile dalle temperature ma sta fisicamente alterando la morfologia dei nostri torrenti e mettendo a dura prova la resistenza delle specie animali presenti al suo interno.
In questi anni abbiamo vissuto periodi di lunga siccità e caldo estremo o, come questo ultimo inverno, settimane e settimane di pioggia ininterrotta che, a causa delle temperature spesso elevate, si è trasformata in neve solo ad alta quota.
Questo continuo alternarsi di meteo irregolari sta modificando pian piano il fiume e i ruscelli, sia dal punto di vista strutturale che biologico.
L'innalzamento delle temperature dell'acqua è una minaccia silenziosa ma letale. Basta ricordare, qualche anno fa, la morte improvvisa di diverse popolazioni di gamberi di fiume, dovuta alla carenza di ossigeno e alle temperature troppo alte dell'acqua.
Altre specie sensibili come gli anfibi, i macroinvertebrati e la fauna ittica si ritrovano intrappolati in un ambiente che cambia a una velocità superiore alla loro capacità di adattamento. I siti di riproduzione di molte specie di anfibi, quali la rana temporaria, si prosciugano prima che le larve abbiano completato la metamorfosi, portando alla perdita di intere generazioni.
L'aumento delle temperature dell'acqua inoltre favorisce l'arrivo da valle di potenziali specie alloctone che entrano in competizione diretta con la fauna locale e portano con sé i loro patogeni.
La siccità estiva poi frammenta i corsi d'acqua e trasforma ruscelli perenni in una serie di pozze isolate. Questo impedisce la mobilità della fauna acquatica, bloccando i cicli riproduttivi e aumentando la vulnerabilità ai predatori.
Le piogge violente e concentrate provocano piene improvvise che graffiano il letto del ruscello, trascinando via il substrato organico, i rifugi naturali e gli organismi stessi, impedendo al ruscello di stabilizzarsi.
Sempre più frequenti sono infine i fenomeni di eutrofizzazione: con meno acqua e temperature più alte, aumentano le fioriture algali che consumano ulteriormente ossigeno e alterano la chimica dell'acqua, rendendo l'ambiente inospitale per le specie autoctone.
Foto di F. Lemma









