
Si chiude con successo il progetto per salvare la trota mediterranea
Si terrà martedì 28 aprile a Roma la conferenza finale del progetto LIFE STREAMS (LIFE18 NAT/IT/000931), che ha segnato il completamento di sei anni di lavoro dedicati al recupero della trota mediterranea (Salmo ghigii) e del suo habitat. L’incontro rappresenta un momento di confronto e bilancio per i partner del progetto, che includono: il Parco Nazionale della Maiella (capofila), ISPRA, Legambiente, università e aree protette di tutta Italia, fra le quali ha preso parte anche il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Grazie a un budget complessivo di oltre 4,4 milioni di euro cofinanziato dall’Unione Europea, il progetto ha operato in sei aree pilota – tra cui Sardegna, Pollino, Sibillini e Foreste Casentinesi – e in 15 aree di trasferibilità, coprendo quasi l’intero areale italiano della specie. Tra i principali risultati raggiunti per il ripopolamento delle trote mediterranee selvatiche sono state svolte: analisi genetiche su 1.500 riproduttori, produzione di oltre 550.000 uova e installati 7 incubatoi.
Il Parco delle Foreste Casentinesi è stato impegnato principalmente nelle azioni di eradicazione della trota atlantica — specie alloctona fortemente diffusa nei corsi d'acqua dell'area protetta — contestualmente al potenziamento del Centro Ittiogenico di Premilcuore, impianto dedicato alla riproduzione e all'allevamento della trota mediterranea, in continuità con le attività già avviate negli anni precedenti.
I risultati ottenuti dal Parco nell'ambito del progetto sono stati estremamente positivi: eradicazione della trota atlantica in 4 torrenti, ricostituzione di 4 nuove popolazioni di trota mediterranea, produzione di oltre 30.000 uova nei 5 anni di riproduzione artificiale condotta a Premilcuore, rilascio di oltre 25.000 giovani trote nei torrenti d'intervento.
Durante la conferenza saranno presentate anche le “Linee Guida nazionali per la conservazione della trota mediterranea”, pubblicate nel 2024 e aggiornate a dicembre 2025, frutto di un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 400 stakeholder. Un risultato concreto per garantire un futuro a una specie autoctona simbolo dei nostri torrenti, minacciata da ibridazione, bracconaggio, immissioni illegali e cambiamenti climatici.








