
La riproduzione all’incubatoio di Premilcuore
Tra dicembre e gennaio, il Centro Ittiogenico di Premilcuore porta avanti, come ogni anno, le operazioni legate alla stagione riproduttiva della trota mediterranea, attività fondamentali del progetto LIFE Streams. Il lavoro prende avvio da un parco riproduttori selezionato con rigorosi criteri genetici, indispensabili per garantire un elevato livello di purezza della specie. Un valore aggiunto del progetto è rappresentato dall’origine di questi pesci, provenienti da popolazioni autoctone del territorio del Parco, elemento chiave per il recupero ecologico dei corsi d’acqua locali.
L’obiettivo è infatti quello di ripopolare progressivamente i torrenti in cui la trota mediterranea è stata nel tempo sostituita da una specie alloctona, la trota fario atlantica. Per mantenere elevata la variabilità genetica della progenie, viene adottata una tecnica riproduttiva mirata: le uova di ciascuna femmina vengono suddivise in più lotti, da due fino a cinque in base alla dimensione dell’animale, e ogni gruppo viene fecondato da un maschio differente. In questo modo si ottengono famiglie di fratellastri geneticamente diverse, aumentando la resilienza della popolazione futura.
Il processo di fecondazione, articolato in fasi ben definite che vanno dalla selezione degli individui pronti alla riproduzione alla spremitura, dalla fecondazione artificiale dei gameti fino alla conservazione delle uova in incubatoio, richiede una preparazione accurata, grande attenzione e un approccio empatico improntato al rispetto degli animali coinvolti. Si tratta infatti di individui di origine selvatica, particolarmente sensibili alla manipolazione e allo stress.
Ad oggi sono state ottenute circa 13.000 uova. Considerata la capacità dell’impianto, che consente l’accrescimento di circa 6.000 trotelle fino alla taglia di 3-4 cm fino al mese di giugno, l’eccedenza verrà seminata ad uno stadio precoce di avannotto a sacco vitellino riassorbito. Queste operazioni contribuiscono direttamente al ripopolamento dei torrenti già bonificati dalle specie esotiche e al progressivo ripristino degli equilibri naturali.
L’obiettivo a lungo termine è quello di riportare la trota mediterranea nei corsi d’acqua dell’area protetta in cui ne sia documentata la presenza storica, a beneficio dell’intero ecosistema fluviale del Parco.
Foto di Andrea Bonavita









