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I Vulcanelli di sabbia

 

Alle pendici sud-orientali della dorsale M. Mandria – M. Fumaiolo, lungo la strada forestale Valbura, è possibile riconoscere peculiari e rare strutture chiamate “vulcanelli di sabbia”. Non è facile distinguerli ma, osservando con attenzione, si nota che dal tetto di un potente strato arenaceo si staccano diversi “filoni” verticali, formati anch’essi da arenaria, che si prolungano attraversando il soprastante livello marnoso. Verso l’alto questi filoni possono assottigliarsi sino a scomparire oppure si allargano, originando forme coniche, larghe e schiacciate. Il nome di “vulcanelli” si deve al meccanismo che li ha generati e alla forma finale; infatti, la sabbia veniva indotta a risalire attraverso il livello argilloso soprastante, già parzialmente indurito, e talora si verificava una sorta di effusione di sabbia liquefatta, con la formazione di piccole strutture coniche simili a “vulcanelli”; successivamente questi venivano ricoperti dall’argilla che decantava sul fondo, garantendone così la fossilizzazione. Queste iniezioni di sabbia liquefatta si sono probabilmente innescate a causa di terremoti, indicando perciò un’attività sismica coeva alla sedimentazione.

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