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Da rifugio a rifugio: itinerari per visitare il Parco in un fine settimana

Inserito in una delle più antiche foreste italiane, l’Eremo di S. Romualdo e l’omonimo Monastero, edificati nel XI secolo, sono il simbolo della spiritualità del casentino e meta turistica particolarmente apprezzata. Tra le storiche costruzioni e Badia Prataglia, la salita sul Monte Penna regala uno dei panorami più belli della Romagna e della Foresta della Lama.

Il cammino inizia nel paese di Partina, si attraversa il piccolo borgo di Freggina e si sale di quota fino a entrare nel Parco. Lungo il percorso in direzione Camaldoli si attraversano diversi contesti tra loro differenti, passando da vecchi ruderi vissuti a case ancora abitate, la cerreta, un vecchio castagneto e il fosso di Camaldoli che costeggia il cammino sino al Monastero, dove una breve sosta permette di scoprire e visitare l’antica struttura cristiana. Giunti dall’altro versante del fosso di Camaldoli si procede verso il borgo di Serravalle e salendo di quota alla località Il Piano; ancora più in alto alle vecchie abitazioni di Tramignone. L’affascinante vista su Serravalle e sul basso Casentino è presente in diversi punti panoramici lungo il tragitto che porta nel paese di Badia Prataglia.

Lasciata Badia Prataglia si prosegue lungo il tragitto che porta ad una maestosa cascata posta in faggeta e si riprende a camminare attraversando il fosso Fiume d’Isola in direzione del Rifugio Fangacci. In questo punto il sentiero – consigliato – permette di prendere una deviazione sino la vetta del Monte Penna da cui la vista regala uno splendido scorcio panoramico. Tornati sul percorso principale si attraversa la monumentale faggeta di Poggio Tre Confini fino a Prato alla Penna per poi procedere dentro una foresta ricca di abeti e di faggi. I punti panoramici sono molti specialmente lungo il crinale, che necessita di qualche sforzo in più per salire di quota, ma una volta raggiunta permette di immergersi nell’abetina di Poggio Muschioso.

La camminata in questo ultimo tratto è molto dolce: da qui al termine dell’escursione è quasi completamente in discesa. La cresta di Sasso della Croce regala una vista spettacolare caratterizzata dalle peculiari formazioni rocciose affioranti date dall’alternanza di marne e arenarie fino a Moggiona, dove si incontrano i resti dell’omonimo mulino.

Proseguendo si percepisce il cambiamento nel paesaggio che abbandona la natura più selvaggia per lasciar posto alla campagna agricola e i suoi casolari, di cui la nota Mausolea fa da attrazione per l’antico ruolo di dimora di campagna dei monaci di Camaldoli e per le sue celebri cantine.    

    

> PRIMO GIORNO: Partina – Badia Prataglia

Lunghezza 17 km -- Dislivello in salita 950 m -- Tempo 7 ore

> SECONDO GIORNO: Badia Prataglia – Asqua

Lunghezza 17 km --  Dislivello in salita 850 m -- Tempo 7 ore

> TERZO GIORNO: Asqua - Partina

Lunghezza 13 km -- Dislivello in salita 150 m -- Tempo 4 ore

 

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