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Un programma di eventi alla scoperta di antiche varietà orticole e cerealicole tradizionali, tra cui l’organizzazione di degustazioni delle cultivar tradizionali, escursioni presso le aziende agricole coinvolte nel progetto e la partecipazione a feste e sagre del programma "Festasaggia".

Gli eventi si svolgeranno il 31 agosto presso l'Agriturismo il Poderone, in cui il protagonista sarà l'antico "Masi di Santa Sofia Romualdi" e il 15 settembre a Fiumicello per scoprire l'antico Mulino Mengozzi e la magia della panificazione. Il programma di quest'anno si concluderà quindi  il 5 ottobre con un'escursione nella zona di Campigna e con la partecipazione alle due "Festesagge" il 22 settembre a Santa Sofia alla festa del Tortelo sulla Lastra e l'8 dicembre alla sagra del Baldino e della Polenta Dolce a Faltona - Talla (AR).

Le attività si svolgono nell'ambito del progetto “Biodiversità di interesse alimentare: salvaguardia e recupero di cultivar tradizionali locali”, il quale nasce grazie ad un finanziamento del GAL “L’Alta Romagna” nell’ambito della Misura 19 del PSR 2014-2020 e vede il coinvolgimento dell’Università di Pavia, sotto la responsabilità scientifica del Prof. Graziano Rossi. Lo scopo principale del progetto è ricercare nel territorio del Parco Nazionale e dell’area appenninica romagnola a cui fa riferimento il GAL L’Altra Romagna, antiche varietà locali tradizionali sia cerealicole (come ad esempio il mais) che orticole (es. fagioli, ceci, fave, piselli).
Queste varietà locali tradizionali, denominate sulla base delle leggi europee e nazionali «Varietà da Conservazione», hanno origine sul territorio e rappresentano la memoria storica (cultura rurale, saperi popolari, pratiche locali) e la memoria biologica dell’agricoltura; hanno spesso un’elevata capacità di tollerare gli stress sia biotici (parassiti) che abiotici (cambiamento climatico, come la siccità) e sono in molti casi caratterizzate da interessanti sapori ed eccellenti proprietà nutrizionali, tanto da essere utilizzate come ingredienti per gustosi piatti tipici della tradizione locale. Tuttavia, si tratta di entità a forte rischio di erosione genetica, in quanto, a causa della loro scarsa produttività, molte sono oramai cadute in disuso, soppiantate da varietà moderne, più produttive, ma di solito meno interessanti sul piano del gusto e meno adattate al territorio locale.

Scarica la locandina degli eventi previsti

Si invitano inoltre tutti coloro che coltivino o abbiano informazioni su antiche varietà ortive o cerealicole coltivate nel territorio del Parco o nelle sue vicinanze a contribuire allo sviluppo di questo progetto, inviando una segnalazione ai seguenti contatti:

Prof. Graziano Rossi, Università di Pavia: Tel. 0382 984854; e-mail graziano.rossi@unipv.it
Stefano Tempesti: Tel. 347 5074386; e-mail stefano.tempesti@studio.unibo.it