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Una vicenda curiosa tra le pieghe della storia

Nel X secolo d.C. una famiglia dalle origini nobili ma misteriose, i conti Guidi, fece la sua comparsa in Romagna, nel Comune di San Godenzo fino al Mugello e nel Casentino. Potenti signori feudali, i Guidi promossero la costruzione di numerosi castelli, molti di essi sono ancora ammirabili ma a San Godenzo ogni traccia sembrava essere scomparsa…

Rimanevano le notizie rintracciabili nei documenti scritti, alcuni di elevato spessore storico, si pensi all’atto del convegno dei fuoriusciti ghibellini svoltosi nel 1302 presso l’Abbazia di San Godenzo e al quale partecipò Dante Alighieri. Ma l’archeologo è sempre alla ricerca delle tracce materiali. Egli (o Ella…) brama di poter far passare le dita tra pietre in rovina nascoste nel folto dei boschi, esulta quando, rimuovendo strati di terra, oggetti di un passato dimenticato tornano finalmente alla luce con il loro carico di storie.

Così partendo da un episodio raccontato dal Villani nelle sue Croniche, sono emerse dalle pieghe del tempo le tracce di quello che era forse il più importante castello dei Conti verso San Godenzo, Santa Lucia, poiché rappresentava il primo sbarramento contro la sete di conquista della Repubblica di Firenze.

Corre l’anno 1341, Firenze è ormai un Comune potente e il suo scopo è quello di conquistare tutto il contado fino alla montagna. Ma il territorio è controllato da potenti famiglie, antiche e guerriere. Così, prima di mettere in campo gli eserciti, si procede con le trattative diplomatiche, trattative che vengono fatte a suon di fiorini d’oro!

Quel 15 aprile un messo risaliva le pendici del colle di Santa Lucia con un messaggio da parte della Repubblica nel quale si invitata il conte Guido Alberto alle trattative. Ma la reazione del conte fu ben diversa dalle aspettative: questi costrinse il messo ad ingoiare tutta la pergamena con il sigillo, minacciandolo di morte sicura se mai avesse osato ripresentarsi e “accomiatollo villanamente”.

La cronaca vuole che, a causa di questa sfida, di lì a poco l’esercito di Firenze prese d’assedio il castello e lo rase al suolo.

Passano i secoli… siamo nel 1700 e un esponente della famiglia proprietaria del colle e delle fattorie limitrofe, Francesco Del Campana, si adopera per far costruire una cappellina di famiglia nel punto in cui sorge un antico edificio di “certa origine medievale”. Nell’occasione dei lavori Francesco per la prima volta ritrova le tracce dell’antico castello e un gran numero di frecce, la testimonianza dello storico assedio. Ad oggi i reperti ritrovati dal Del Campana sono purtroppo scomparsi, ma la ricerca archeologica ha ritrovato le tracce della cinta muraria che nel Medioevo proteggeva Santa Lucia. Forse per alcuni saranno ben miseri resti ma le pietre parlano per chi sappia ascoltare.

 

A cura di Marta Ricci, Dottore in Archeologia Medievale, vincitrice delle Borsa di Studio Luciano Foglietta 2020-2021.