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Fioritura di un elleboro fetido nel Parco (Elleborus foetidus)- Foto di Nevio Agostini

L'ELLEBORO APRE LE FIORITURE NEL SOTTOBOSCO DEL PARCO

Quando comunemente si parla di Elleboro in realtà si intende, nel gergo botanico, un genere di piante erbacee perenni (Helleborus) appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Questa famiglia fa parte delle Angiosperme, quelle piante maggiormente evolute che si riproducono attraverso lo sviluppo di un fiore e di un suo corrispondente frutto e che rappresentano il gruppo di piante più vasto e diversificato dell'intero pianeta, contando circa l'80% di tutti gli organismi vegetali.

Nello specifico, all'interno dei confini del Parco, sono 3 le specie diverse di elleboro segnalate: Helleborus foetidus, Helleborus viridis e Helleborus viridis. subsp. bocconei. Tutte e tre si adattano bene agli habitat del Parco, crescono infatti in boschi misti di latifoglie decidue, su suoli freschi e profondi. Sopportano anche le faggete (habitat dominante nel Parco), a dispetto del comportamento egoista del faggio, il quale generalmente è famoso per concedere pochissimi nutrienti alle specie del sottobosco.

L'elleboro ha anche una grossa valenza storico-culturale, tanto è vero che è noto sin dalla civiltà greca. Contiene un alcaloide tossico, l'elleborina, per il quale veniva utilizzato per curare le ferite degli animali domestici.

L'inverno mite, che ha interessato le nostre aree finora, ha permesso all'elleboro di vedere già sbocciare i suoi primi fiori fin da metà dicembre. Non è un caso che l'elleboro che vive sulle Alpi (Elleborus niger), si chiama anche Rosa di Natale. Questo è possibile grazie al loro luogo di origine: tutte le Ranuncolaceae derivano dalle regioni temperate e fredde dell'emisfero settentrionale come la Siberia e perciò con i primi tepori invernali riescono a sbocciare prima delle altre piante.

 

> Per ulteriori informazioni consulta il portale web dedicato alla flora del Parco.