
Una ricerca per capire meglio il ruolo dei sirfidi all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Nel 2025 è uscito il bando denominato ‘European Fund for Youth Action on Pollinators’ un'iniziativa co-finanziata dall'Unione Europea e gestita dall'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Ormai è nota l’importanza degli insetti per l’impollinazione delle piante a fiore (utilissime per l’uomo), per questo sempre più fondi vengono stanziati per la conoscenza e la conservazione di questi organismi.
Uno dei progetti finanziati è "Investigation on threatened and saproxylic hoverflies species of the Foreste Casentinesi National Park with the contribution of Citizen Science" ideato e coordinato da Stefano Tempesti. Il progetto è concentrato all’interno del Parco Nazionale Foreste Casentinesi e l’Ente ne è partner.
(https://iucnsos.org/projects/saproxylic-and-forest-hoverflies-of-the-for...).
A tutti è noto il ruolo delle api come impollinatori, sempre più risulta però chiaro che tanti altri gruppi di insetti (ma non solo) svolgono ruoli di pari importanza, in alcuni contesti anche maggiore. I sirfidi ad esempio, una famiglia di mosche facente parte dell’ordine dei ditteri, sono straordinari impollinatori; non solo, vista la diversità di adattamenti che presentano allo stadio larvale, risultano essere anche ottimi bioindicatori, utili a valutare lo stato di conservazione di un habitat.
Il progetto è proprio focalizzato sui ditteri sirfidi e mira ad ampliare le conoscenze sulla diversità che questi presentano all'interno del Parco Nazionale; a capire meglio il ruolo di questi insetti negli habitat e a studiare le loro necessità ecologiche, in modo da poterne favorire la conservazione.
Il progetto si sviluppa lungo tre filoni principali, ognuno con traguardi e attività sul campo ben definiti.
Studio della Fauna "saproxilica" o legata ad ambienti forestali
Il focus di questa azione è sulle specie di sirfidi saproxiliche o comunque legate ad ambienti forestali per parte del loro ciclo vitale. I monitoraggi già in atto da anni nell’area protetta hanno infatti fornito importanti dati sui sirfidi, ma gli ecosistemi forestali, che dominano il parco, rimangono ancora poco studiati da questo punto di vista. Le foreste mature offrono una vasta gamma di micro-habitat — come cavità degli alberi, legno in decomposizione, colature di linfa e substrati fungini — essenziali per molti di questi sirfidi specializzati.
L'obiettivo è quello di trovare nuove specie mai segnalate nell’area protetta e quello di confermare la presenza di specie segnalate in passato, valutando di conseguenza lo stato di conservazione dei diversi habitat. In questo modo sarà possibile aggiornare la check-list dei sirfidi del Parco e avere informazioni utili da utilizzare per favorirne la conservazione.
Le attività prevedono giornate sul campo con retino entomologico durante le quali saranno studiati diversi tipi di habitat forestale, oltre a questi si prenderanno in considerazione piccole aree aperte, aree umide o corsi d’acqua situati all’interno della foresta. Di particolare importanza saranno anche i cosiddetti alberi habitat, ovvero piante che nel corso della crescita (spesso molto lunga) hanno per vari motivi sviluppato caratteristiche che attirano altre forme di vita a vivere su di esse. Per i sirfidi gli alberi vetusti presentano una miriade di piccole nicchie ecologiche e per tale motivo saranno un punto focale del progetto.
Verrà anche effettuata una mappatura dei micro-habitat di interesse, oltre a raccogliere dati sulle loro caratteristiche. Altri dati importanti che verranno raccolti sono di tipo ecologico: interazione pianta-impollinatore, luogo di nidificazione, comportamento, ecc.
| Sirfide saproxilico | Albero habitat |
Ricerca mirata su alcune Specie Minacciate
Diverse specie vegetali e animali risultano minacciate di estinzione a diverso grado secondo le liste rosse IUCN (https://www.iucnredlist.org/regions/european-red-list). Gli organismi più minacciati sono anche quelli più meritevoli di studi, in modo da capire meglio il loro rapporto con l’ecosistema che li circonda, così da poterli tutelare.
All’interno del Parco erano già note diverse specie di sirfidi più o meno minacciate di estinzione, in questo caso il progetto prevede di studiare alcune di esse.
L'obiettivo è in generale quello di aumentare le conoscenze su queste specie così da poter elaborare delle azioni di tutela specifiche e concrete. In particolare il progetto si occuperà di:
Pipizella elegantissima. Questo piccolo sirfide elusivo ha pochissime segnalazioni in tutta Italia e in generale in Europa, una di queste (risalente al 1994) risulta essere all’interno del Parco Nazionale. Proprio per questa sporadicità delle segnalazioni la specie risulta Endangered (EN) secondo la lista rossa IUCN.
Microdon mutabilis/myrmicae. Un sirfide davvero particolare, che allo stadio larvale si sviluppa nel nido delle formiche, ingannandole in modo che non uccidano le larve. Vi sono due specie del tutto simili di questi sirfidi entrambe considerate Vulnerable (VU) secondo la lista rossa IUCN.
Callicera aurata. Legato alla presenza di foreste mature, questo sirfide dalla colorazione caratteristica è molto elusivo. Il fatto che la sua nidificazione richieda piante vetuste fa si che risulti minacciata e Vulnerable (VU) secondo la lista rossa IUCN.
| Pipizella elegantissima | Microdon mutabilis myrmicae | Callicera aurata |
Divulgazione: Citizen Science e Linee Guida
La scienza non è un affare riservato solo agli specialisti, anzi in alcuni casi il supporto di non addetti ai lavori può essere molto importante. Questo terzo filone vuole trasformare i frequentatori del Parco, gli appassionati di natura e soprattutto i giovani in risorse attive per la ricerca.
L'obiettivo è quello di coinvolgere la comunità nello studio di questi insetti, aumentando la mole di dati raccolti, visto che un ricercatore esperto non può essere sempre ovunque. Inoltre un coinvolgimento attivo della popolazione fa parte della strategia di conservazione, il primo passo è infatti conoscere qualcosa per poterlo tutelare (e queste specie non sono ancora molto conosciute dal ‘pubblico’).
Le attività prevedono la realizzazione di un corso introduttivo sui sirfidi saproxilici, diviso tra lezioni teoriche in aula e sessioni pratiche sul campo. Nello stesso momento verrà lanciato un progetto pubblico sulla piattaforma iNaturalist. Chiunque, dopo il corso o durante un’escursione, potrà fotografare un sirfide e caricare lo scatto sull'applicazione. I dati così raccolti verranno poi visionati in un secondo momento e potranno offrire un importante supporto alle attività di ricerca.
Infine tutte le informazioni e i dati raccolti durante il progetto verranno utilizzati per redigere delle azioni di tutela mirate per le specie studiate e delle linee guida specifiche che potranno essere utili durante la fase di pianificazione degli interventi all’interno dell’area protetta. Questi documenti verranno poi condivisi e presentati al personale del Parco, ai Carabinieri Forestali e ad altri attori che si trovano ad agire sul territorio come ad esempio le Unioni dei Comuni.
Informazioni aggiuntive sulle date e lo svolgimento del corso saranno pubblicate nei prossimi mesi.
Il progetto - sostenuto da IUCN Save Our Species @IUCNsos e co-finanziato dall’Unione Europea @ourplanet_eu - è cominciato a marzo 2026 e si concluderà ad aprile 2027.
Foto di Stefano Tempesti














