Immagine news: 

Un giorno e mezzo lungo 162 chilometri e 8.300 metri di dislivello

Impresa di Cristian Caselli che in solitaria e di corsa fa un grande anello attorno al Parco delle Foreste Casentinesi

Mi chiamo Cristian Caselli, sono di Arezzo,  ho 30 anni e sono un appassionato di montagna in ogni sua forma… dallo sport alla tavola!  Da circa 5 anni ho iniziato a praticare trailrunning e dopo 4 gare mi sono ritrovato a correre gare sopra ai 120 km e da lì è stato un colpo di fulmine con le long-distance. La gara più lunga e dura dove mi sono cimentato è stato il famoso Tor des Geants (per 3 volte) che si svolge in Valle d’Aosta,  una gara di 350 km e 30.000 d+, nel 2016 chiusi la gara al 10 posto assoluto su 900 partenti in 96.34 h, di cui solamente 1 ora di sonno!

Ed è proprio durante queste gare/avventura che ho pensato a quanto sarebbe stato bello fare qualcosa di simile nelle mie zone. Cosi durante il trail Sacred Forest 2017 ho capito di aver trovato la location giusta e nel giro di qualche mese è nata l’idea di un percorso di ultratrail: magari riuscendo a far nascere la prima 100 miglia dentro ad un territorio così straordinario che è divenuto anche patrimonio dell’umanità!

Il racconto

Sono le 3.30, suona la sveglia, giù dal letto e subito in doccia per svegliarsi e rilassarsi, 5 minuti di stretching  poi metto in bocca un pezzetto di formaggio e due fette di prosciutto ed è gia ora di uscire... mi dirigo alla Proloco di Badia Prataglia dove ad aspettarmi ci sono i cameraman e qualche amico, è ancora buio ma fa già caldo e capisco che la giornata non sarà delle più semplici.

Alle  5 in punto parto in direzione Eremo di Camaldoli, non per il sentiero più veloce ma passando dal Tramignone in modo da godermi l’alba sul magnifico sentiero che si affaccia su tutto il Casentino, arrivato all'Eremo mi accorgo che sono fuori tabella e così aumento il passo, ho appuntamento con i cameraman alle 8 ai Prati della Burraia! Due foto qualche ripresa e si riparte in direzione Borgo di Serignana dove mi aspetta un massiccio ristoro a base di prodotti tipici, prima però c’è da salire sulle cime Coppi del giro il Monte Falco e il Monte Falterona, la vista è quanto di più bello si possa chiedere e anche la nebbiolina mattutina sembra volermi bene diradandosi qualche secondo prima del mio arrivo in vetta.

Mi butto  in picchiata verso Castagno d’Andrea  e alle 10 entro nel bellissimo borgo di Serignana, ho mangiato solo qualche noce dalla partenza e quello che i miei occhi vedono e qualcosa di eccezionale... castagnaccio, biscotti alle castagne, crostata, schiacciate, succhi caffè… inizio a mangiare come se non ci fosse un domani, è tutto eccezionale ma le mie attenzioni  sono rivolte al castagnaccio, ne mangio una decina di pezzi più una decina di biscotti una fetta di crostata e un paio di bicchieri di caffè, due chiacchiere con i gestori del borgo e via verso San Benedetto in Alpe, passando per il Muraglione e per l’immancabile bagno,  per raffreddare i muscoli oramai bollenti, sotto la cascata del Lavane poco prima del salto più famoso dell’Acquacheta.

Sono le 13.30 ho già percorso 55km e la colazione è ormai solo un piacevole ricordo così prima di iniziare quella che io considero la parte “rock” del percorso tiro fuori un'altra decina di biscotti sapientemente incartati al ristoro e inizio il trittico: Monte Gemelli, Tiravento e San Paolo in Alpe, 3 salite da 600d+ circa l’una, cosi imposto il pilota automatico e a cadenza di due ore mi ritrovo a Premilcuore poi al Corniolo e successivamente sotto la Diga di Ridracoli...  il mio garmin segna punte di 30 gradi ma l’abbondanza di corsi d’acqua e di fontane riesce a tenere fresco il motore.

Così tra soste per girare alcuni filmati ed altre per poter apprezzare la gastronomia locale alle 22 arrivo al Rifugio Ca di Sopra a Ridracoli dopo quasi 100 km e 4500d+. Monto la tenda sul magnifico prato che domina la diga e dopo una cena a base di tortelli e crostata, qualche intervista e alcune foto vado a dormire pensando che non c’è altro posto al mondo dove vorrei essere, anche se ho una vescica enorme sotto al piede, le gambe abbastanza affaticate e mi brucia il collo dal sole pomeridiano. Non riesco a chiudere occhio neanche per un secondo, i cervi che brucano e l’adrenalina in circolo fanno la loro parte e cosi alle 3.30 mi alzo e alle 4.30 sono già ripartito, voglio vedere l’alba alla Lama!

I primi km sono i più difficili di tutto il viaggio, quando ci si ferma i muscoli iniziano a riparare i danni prodotti nella giornata e per farli tornare di nuovo efficienti al massimo devo arrivare quasi  in cima al Passo della Bertesca dopo 2 ore. Il passaggio alle 5.30 alla Lama è qualcosa degno dei migliori film di Hollywood, una nebbiolina delicata ondeggia a metà tra i prati e le cime delle montagne e qua e la spuntano cervi e daini e ancora una volta penso alla fortuna che ho ad essere lì. Così alle 7.30 mi ritrovo a Pietrapazza e dopo esser risalito a Prato ai Grilli dopo  4km di discesa sono a Bagno di Romagna.  Adesso mi aspetta la salita più dura del percorso 800d+ fino al Passo Serra  passando  per  l’altopiano di Nasseto e mi accorgo di aver quasi finito da mangiare, cosi faccio due conti e raziono i due cantucci e la barretta che mi è rimasta in modo da arrivare fino alla Verna. Questo è il momento più duro, l’energia inizia a calare e di conseguenza anche la lucidità e l’andatura, resisto e mi dico che al santuario quello che vedranno sarà più simile ad un saccheggio vichingo che ad un singolo corridore affamato. Ci metto oltre 3 ore da Bagno alla Verna dove ad aspettarmi ci sono i miei genitori, li saluto appena e mi fiondo sulla borsa frigo: due etti di fontina, un panino al pomodoro, una scatola di biscotti, una banana, due litri d’acqua e una bella coccola per digerire tutto.

Riparto in direzione di  Rimbocchi e inizio a pensare all’ultima ripidissima salita, quella che un anno fa mi era costata la vittoria nella gara da 85 km del Trail Sacred Forest ma prima mi concedo un altro bel bagno completo nel fiume che attraversa il paese. Scandisco bene i passi e inizio a salire mi dico che è finita e che una volta arrivato a Frassineta mancherà davvero poco, così è, ma subito dopo l’uscita dal paese mentre controllo bene il respiro e ho lo sguardo abbassato vedo un ombra agile davanti a me, alzo gli occhi velocemente e vedo una coda marrone enorme e penso subito ad un puma, mi fermo come immobile ma poi si gira un musetto a punta con due orecchiette a triangolo belle ritte e capisco di essere ormai arrivato alla frutta, le allucinazioni sono una cosa che conosco bene in gare di più giorni e so che arrivano quando il fisico inizia ad aver carenza di sonno.

E così scollino l’ultima salita ed inizio a sentire il rumore della festa a Badia Prataglia dove intanto 400 atleti hanno corso o stanno ancora correndo la gara di trail, mancano 3 km e la felicità del traguardo inizia a diventare malinconia per il viaggio che sta per finire, mi fermo e inizio a guardarmi attorno, vedo Badia ma vedo distintamente anche i vari colli che ho percorso nelle ultime 36 ore. Basta devo continuare, e in 15 minuti mi ritrovo in un'apoteosi di alcool (tutto quello delle bottiglie di spumante versatomi addosso), colori e rumori (quasi urticanti dopo aver sentito solo il rumore della foresta per due giorni) e capisco che il sogno di percorrere un anello che marcasse i confini del Parco passando per i punti più significativi non è più un'utopia, 162km e 8300d+. E poi c’è lei ad aspettarmi... una pizza gigante con tortelli al ragù come condimento, figlia di una scommessa quando con tutto il gruppo di Badia abbiamo deciso di imbarcarci in questa avventura. Un grazie va ai miei sponsor Ferrino ed Ethicsport per i materiali, a Camp e banca Mediolanum per aver finanziato insieme al Parco questo progetto e al mitico gruppo di Badia Prataglia che mi ha adottato come un figlio facendomi sentire parte di un meraviglioso gruppo, al Presidente del Parco Luca Santini, a Nevio Agostini, il navigatore di questa avventura e infine Dimitri Bonucci, il mio faro di tutta l’impresa.

Una nuova via è stata tracciata, adesso sta a voi percorrerla!

> Guarda il teaser

Foto e video di: Riccardo Selvatico