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Reintroduzione dell'Ululone appenninico

Specie piccola ma longeva, l’ululone appenninico o bombina pachypus prende il nome dalla colorazione del ventre e dal tipico canto riproduttivo. Nel Parco è presente e si riproduce solo nel versante romagnolo in piccoli acquitrini ed abbeveratoi, sempre in situazioni soleggiate. Questi ambienti in passato erano molto diffusi nei pascoli, grazie alla presenza di bovini e ovini e la presenza di un paesaggio a mosaico di aree boschive a ambienti aperti.

A causa dell’abbandono delle pratiche agricole tradizionali, il territorio del Parco ha visto una progressiva conversione degli ambienti aperti in formazioni forestali: per questo motivo l’ululone è oggi presente dove ancora persistono le attività agro-pastorali e principalmente sul versante romagnolo.

Tramite il progetto Life WetFlyAmphibia è stata migliorata l’idoneità di alcuni siti sul versante toscano, in cui questa specie era presente fino a pochi anni fa, ma oggi risulta scomparsa. A seguito di questi interventi finalizzati a ricreare le condizioni ecologiche ottimali per il suo ritorno, sono stati quindi reintrodotti alcuni girini di ululone prelevati dai siti riproduttivi più abbondanti del versante romagnolo.

Le uova sono state mantenute in acquario presso il centro anfibi di Corniolo fino al completo sviluppo dei girini, che vengono quindi rilasciati in ambiente tramite una vera e propria “traslocazione”. Il complesso di queste azioni permetterà di ampliare la distribuzione della specie, assicurando localmente la conservazione delle sue popolazioni.

Per saperne di più:
www.lifewetflyamphibia.eu
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info@lifewetflyamphibia.eu

> Guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=gmMpfySjUn8

Foto di Fabio Savini.