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In volo verso l’Atlante degli uccelli nidificanti nel Parco

Pubblicate le mappe web dei predatori del cielo del Parco Nazionale. In attesa della stampa dell’Atlante degli uccelli nidificanti, continua il viaggio di scoperta dell'avifauna del Parco. Dopo l’approfondimento della volta scorsa sui picchi presenti sul territorio dell’Area protetta, è la volta dei rapaci diurni.

Da oggi è possibile consultare le mappe di distribuzione di dieci specie di rapaci presenti e nidificanti nel Parco Nazionale sul portale webGIS “l'Arca della Biodiversità”. Ma quale modo migliore per conoscere le specie che solcano i cieli del Parco se non partendo dalle mappe di distribuzione, ma soprattutto dal quaderno delle ricerche “I rapaci diurni” edito dall’Ente Parco?

Per l’occasione riportiamo di seguito l’introduzione alla pubblicazione, acquistabile presso gli uffici e i centri visita dell’Ente e online sull’Emporio dei Parchi, al quale si rimanda per ogni curiosità e approfondimento.

“Difficile non emozionarsi fissando il volo di un grande rapace che volteggia nel cielo, senza un battito d'ali, e all'improvviso osservarlo scivolare nel silenzio della foresta dietro un crinale.
Aquile, falchi, albanelle, poiane, così diversi con una loro identità e specializzazione, ma allora perché rimanere ancora ignoranti? Perché non cominciare dall'emozione per costruire una conoscenza che dà più intensità alla visita di un territorio e perché no alla scoperta di una specie ritenuta rara? Il Parco con i suoi molteplici ambienti naturali e soprattutto le straordinarie "Foreste Casentinesi" sono l'ambiente di vita e riproduzione di 10 specie di rapaci. Si passa dalla grande Aquila reale, con una apertura alare di oltre 2 metri, al piccolo Gheppio, che di apertura ha appena poco più di 70 cm, al Falco pecchiaiolo, specializzato a nutrirsi di vespe e calabroni, all'Albanella minore, che presenta uno spiccato dimorfismo tra maschio (grigio) e femmina (marrone) e che, come il Falco pecchiaiolo, in inverno raggiunge i territori dell'Africa transahariana. E ancora il Biancone o Aquila dei serpenti, che sempre più spesso viene osservata nel territorio del Parco, e due rapaci specializzati nella caccia in Foresta: lo Sparviere e il grande Astore, per il quale il Parco è uno dei più importanti siti riproduttivi regionali.
Ed anche il Falco pellegrino, vero portento del cielo, famoso per le sue picchiate insuperabili ad oltre 200 km orari, e l'elegante Lodolaio, il falco dai “calzoncini rossi", volatore acrobatico che compete con rondini e rondoni nella maestria del volo, ed infine la più comune e ubiquitaria Poiana.
La vostra fortuna, lettori, non è solo quella di avere un Parco straordinario nella ricchezza faunistica ed ambientale, ma di poter contare su ricercatori come gli ornitologi Pier Paolo Ceccarelli e Stefano Gellini, facenti capo al Museo Ornitologico "F. Foschi" di Forlì, ed il toscano Guido Tellini Florenzano che, nell'alveo della tradizione naturalistica creata da Pietro Zangheri, raccontano con passione e professionalità in questo quaderno del Parco decenni di ricerche sul campo e trasmettono il loro entusiasmo ad un sempre maggiore numero di persone e visitatori appassionati delle nostre montagne.”

Foto: Aquila reale di Pietro Vicchi