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E' tempo di riprodursi

Con l’inverno arriva per le trote la stagione riproduttiva: gli ittiologi incaricati dal Parco, con la collaborazione tecnico-operativa del Museo di Ecologia di Meldola, delle sezioni di Forlì-Cesena di FIPSAS e AICS e delle locali associazioni di pesca dei Comuni del Parco, sono al lavoro in questi giorni per la spremitura delle trote mediterranee, autoctone dei torrenti del Parco, presenti nell'incubatoio di Premilcuore. A dispetto del nome un po' rude, quella della spremitura è una tecnica diffusissima ed estremamente delicata, che permette la fecondazione delle uova di trota da parte di personale esperto. Questa "inseminazione assistita" consente infatti all'incubatoio di produrre centinaia e centinaia di avannotti (piccole trotelle) che una volta cresciuti verranno introdotti nei torrenti dell’Area protetta.

Sono inoltre già iniziate le attività di “bonifica” di alcuni corsi d'acqua dalle trote alloctone (cioè di ceppo atlantico),  di cui è stata accertata una massiva diffusione come frutto dei ripopolamenti a fini pescasportivi avvenuti a partire dalla metà del secolo scorso. Con le trotelle allevate l'anno scorso, infatti, sono stati ripopolati alcuni tratti di corsi d'acqua del Parco. Questa operazione è stata effettuata solo a seguito della bonifica degli stessi delle trote alloctone, che sono quindi state liberate a valle, al di sotto di briglie invalicabili.

Tutte queste operazioni, che si protrarranno con continuità nei prossimi anni grazie alla preziosa collaborazione delle varie associazioni di pesca, hanno il fine ultimo di riportare la trota mediterranea a popolare le acque correnti del Parco Nazionale. Questa stretta collaborazione permetterà inoltre all'Ente Parco di definire e regolamentare le modalità di pesca all'interno dell'Area protetta, in modo equilibrato e corretto, andando incontro così sia alle esigenze sportive e ricreative, che a quelle ecologiche e naturalistiche, le quali troveranno certamente un giusto equilibrio.

Foto: Trota fario di Giovanni Cappelli