Il genere Viola è costituito da piante prevalentemente erbacee con distribuzione cosmopolita e dalla difficile determinazione, sia per la varietà di forme sia perchè è necessario avere individui completamente sviluppati per il loro corretto riconoscimento. Le caratterizzano i fiori ermafroditi con 5 petali irregolari e dove quello inferiore si prolunga all'indietro formando uno sperone entro il quale gli stami mandano appendici che secernono nettare. In Italia si conoscono più di 30 specie spontanee. Erbacea perenne con gemme portate a livello del suolo e protette, durante la stagione critica, dai residui secchi nonché da un certo numero di foglie basali. Quest'ultime sono formate da una lamina arrotonda che presenta alla base del picciolo un paio di stipole(foglioline). Il fusto è breve e porta un unico fiore terminale dalla corolla a perimetro quadrato e variamente colorata.
Dove incontrarlo
Specie endemica dell'Appennino centrale, decisamente legata alla presenza di terreni calcarei in cui preferisce i pascoli sassosi e rupestri. Nel Parco raggiunge il suo limite settentrionale di distribuzione al di sopra dei 1400 m, collocandosi sui margini e nelle radure delle faggete, nelle praterie di crinale e negli ambienti semi rupestri dove è stata confermata la presenza sul Monte Falco e sul Monte Falterona in cui si rinvengono popolamenti anche numerosi.
Curiosità
Deve il suo nome a Eugenia, moglie di Parlatore, botanico che l'ha scoperta. Data la sua elevata vulnerabilità nel Parco è da salvaguardare sanzionandone la raccolta e il calpestio.
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