Albero imponente per la sua altezza, che può raggiungere i 60 metri; il tronco si presenta dritto e colonnare, con corteccia liscia di colore bianco cenere, munita di sacche resinose. Le foglie aghiformi, caratterizzate da due strie bianche poste sulla pagina inferiore, sono piatte e disposte su entrambi i lati del rametto. Sia i fiori maschili che quelli femminili sono presenti sulla stessa pianta; i primi sono gialli e posti alla base del ramo, mentre i secondi sono verdi ed eretti. I frutti sono muniti di una particolare appendice che si distacca a maturità lasciando l'asse nudo.
Habitat Predilige climi ad elevata piovosità limitata escursione termica oltre a suoli freschi e profondi. Si distribuisce nella fascia compresa tra 800 e 1800 m di altitudine, associandosi al faggio e all'abete rosso (in ambiente alpino) o, più raramente, formando boschi puri. Sull'Appennino era un tempo largamente diffuso in formazioni forestali nelle quali era consociato al faggio. Oggi la sua presenza è circoscritta nelle aree più elevate ed è imputabile all'azione dell'uomo ed in particolare agli ordini monastici che , nei secoli passati, ne hanno mantenuto la struttura; ne sono un esempio, nel parco, l'Abetina di Camaldoli e quella de La Verna.
Curiosità I suoi tronchi venivano usati fin dall'epoca romana per la costruzione di alberi di navi e di remi. Il legno, leggero e tenero viene molto utilizzato in falegnameria. Per la sua forma lineare ed elegante viene utilizzato come "albero di Natale" soprattutto in Toscana e più in generale nell'Italia centrale. Il legno leggero ma resistente viene utilizzato soprattutto nell' industria cartaria, in carpenteria, in falegnameria. Dalla distillazione delle foglie si ottiene trementina, adoperata in medicina e veterinaria.
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