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Titolo: Il Presidente sulla discussione sul Piano del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
Data di pubblicazione: 2008-07-09
Testo completo:

Il Presidente sulla discussione sul Piano del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
 
E’ difficile trattenere un senso di dispiacere sentendo i resoconti e leggendo le cronache della discussione relativa al Piano del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna durante l’ultimo Consiglio Comunale di Santa Sofia.
A fronte della fin troppo ovvia considerazione che nella definizione di area protetta sono impliciti particolari valori di tutela e conservazione, che non a caso il legislatore individua propri di un ente pubblico, mi preme esternare un pensiero che mi sta particolarmente a cuore. Il Parco persegue la propria missione di conservazione cercando costantemente di coniugarla con la promozione dei territori e lo sviluppo di una economia locale che dalle risorse ambientali tragga linfa e ragion d’essere.
Al contempo contesto con forza l’immagine, che si tende ad accreditare, di un ente trincerato dietro le norme, capace solo di dire no alle proposte della società civile. Potrei rispondere che i sofferti no che talvolta il Parco Nazionale è costretto a pronunciare sono finalizzati a salvaguardare il pregio di un’area di valore unico in Europa: per bellezza dei paesaggi e la ricchezza di biodiversità, ma anche per il valore generale percepito di tutto il suo patrimonio. Ma l’ente, da quando sono onorato di rappresentarlo, non si limita all’analisi di ciò che è possibile e di quello che invece non si può fare. Tutte le volte che ci vengono fatte delle richieste, se non è possibile a norma di legge dare risposte positive, si cerca comunque di fornire alternative rispetto all’idea e alle proposte presentate. È il caso del progetto avanzato dalla Diocesi di Rimini per S. Paolo in Alpe.
Per la strada della Braccina la questione ci vede protagonisti in positivo rispetto all’idea iniziale di asfaltare quell’asse di collegamento. Non ci siamo limitati a fornire le indicazioni tecniche che possano consentire agli uffici di esprimere un parere positivo. Ricordiamo che in questa area, di notevole pregio e molto delicata nei propri equilibri naturali, insistono non solo i vincoli del Parco, ma anche quelli comunitari per la presenza di un importante Sito di Importanza Comunitaria. Oltre a rendere ambientalmente compatibile il consolidamento della strada ci siamo quindi preoccupati di attivare  lungo quel percorso degli interventi che valorizzassero l’opera in questione. In particolare sono avviati i lavori di ristrutturazione del Giardino botanico di Valbonella, che aumenteranno le potenzialità di fruizione di quella struttura; inoltre è in corso di sistemazione lo stabile di Pian di Rocchi e con la Provincia di Forlì - Cesena si sta definendo l’accordo per l’utilizzo di quello spazio per attività di ricerca scientifica, formazione ed educazione ambientale. Infine stiamo elaborando un progetto per il recupero dell’area di Valdonasso, partendo dalla garanzia di avere chi gestirà poi l’area (ricordiamo che proprio su questo punto naufragarono i progetti di qualche anno fa).
Per il valore inestimabile che riconosco al Parco e per il rispetto al lavoro e all’intelligenza delle persone che in centinaia di anni hanno plasmato queste foreste ricche di natura, storia e tradizioni ribadisco che continueremo a lavorare per la valorizzazione di tutte le risorse economiche, culturali, ambientali e umane di queste terre.
Dal punto di vista formale mi preme aggiungere che sul Piano del Parco la Comunità del Parco, di cui Il Comune di Santa Sofia fa parte, ha già espresso unanime parere favorevole in ben due occasioni. Il passaggio attuale nei Consigli Comunali non è quindi l’espressione di un parere sul Piano generale, ma è la formalizzazione di un’intesa già espressa e fa riferimento esclusivamente alla normativa delle zone D (le zone di sviluppo), la cui eventuale mancanza provocherebbe l’intervento sostitutivo del Ministero.
Infine una considerazione che fa riferimento al turismo e al grado dal potere di  attrazione dei nostri territori. Nella giornata di mercoledì sono stati resi pubblici dagli Uffici turistici della Provincia di Forlì Cesena i dati relativi ai flussi dei comuni del Parco nei primi cinque mesi dell’anno. Riscontriamo un aumento medio (arrivi e presenze) rispetto all’intervallo stesso dell’anno precedente di circa il 20%. Non saranno numeri grandissimi, ma forse rappresentano il segno che - in sinergia con le forze del territorio - qualcosa stiamo facendo anche in questa direzione.
 




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