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La RETE NATURA 2000 nel Parco


I Siti Natura 2000

Per avere maggiori informazioni sui singoli Siti, cliccando sul Codice identificativo è possibile scaricare i Formulario Natura 2000 di riferimento, mentre cliccando sul Nome si accede ad una scheda descrittiva.


 I Siti del versante Emilia-Romagna
 SIC/ZPS  IT4080001  Foresta di Campigna, Foresta la Lama, Monte Falco
 SIC/ZPS  IT4080002  Acquacheta
 SIC/ZPS  IT4080003  Monte Gemelli, Monte Guffone

I Siti del versante Toscana
 ZPS        IT5180004  Camaldoli, Scodella, Campigna, Badia Prataglia
 SIC        IT5180001  Crinale Monte Falterona, Monte Falco, Monte Gabrendo
 SIC        IT5180002  Foreste Alto Bacino dell'Arno
 SIC        IT5180003  Monte Faggiolo, Giogo Seccheta
 SIC        IT5180005  Alta Vallesanta
 SIC        IT5180007  Monte Calvano
 SIC        IT5180018  Foresta di Camaldoli, Badia Prataglia
 SIC        IT5140005  Muraglione, Acqua Cheta
 SIR        IT5180101  La Verna, Monte Penna


Gli Habitat di interesse comunitario


Ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE), si definiscono habitat naturali quelle zone terrestri o acquatiche che si distinguono in base alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali.
In particolare, sono considerati habitat di interesse comunitario quegli habitat naturali, indicati nell'allegato I, che, nel territorio dell'Unione europea, alternativamente: 
1) rischiano di scomparire nella loro area di distribuzione naturale; 
2) hanno un'area di distribuzione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il
fatto che la loro area è intrinsecamente ridotta;
3) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle cinque regioni
biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea.


Tra questi, esiste una categoria definita prioritaria (*), che individua tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire e per la cui conservazione l'Unione europea ha una responsabilità particolare, a causa dell'importanza della loro area di distribuzione naturale.

Facendo riferimento all’elenco degli habitat di interesse comunitario indicati nell’All. I della Direttiva Habitat, si riportano di seguito quelli rinvenuti, codificati e cartografati all’interno dei Siti del Parco Nazionale. Attualmente è in corso una procedura di verifica e validazione di alcuni habitat presenti nel seguente elenco, alla luce della recente redazione del Manuale nazionale di interpretazione habitat. Fino ad allora, comunque, si continuerà a far riferimento ad esso.


 Cod_habitat 
 Descrizione dell'habitat
 3140  Acque oligo-mesotrofiche calcaree con vegetazione bentonica a Chara spp.
 3150  Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
 3240  Fiumi alpini e loro vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos
 4030  Lande secche (tutti i sottotipi)
 4060  Lande alpine e subalpine
 5130  Formazioni di Juniperus communis su lande o prati calcicoli
 6170  Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
 6210*  Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (prioritario in caso di stupenda fioritura di orchidee)
 6220*  Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea
 6230*  Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane
 6430  Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile
 6510  Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
 6520  Praterie montane da fieno
 7220*  Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino (Cratoneurion)
 8120  Ghiaioni calcarei e scistoso-calcarei montani
 8210  Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica
 8230  Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion o del Sedo albi-Veronicion dillenii
 8310  Grotte non ancora sfruttate a livello turistico
 9110  Faggete del Luzulo-Fagion
 9130  Faggete dell'Asperulo-Fagetum
 9150  Faggete calcicole centro-europee del Cephalanthero-Fagion
 9180*  Foreste di versanti, valloni e ghiaioni del Tilio-Acerion
 91E0*  Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
 9210*  Faggete appenniniche a Taxus e Ilex
 9220*  Faggete appenniniche con Abies alba e faggete con Abies nebrodensis
 9260  Foreste di Castanea sativa
 92A0  Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba
 9340  Foreste di Quercus ilex e di Quercus rotundifolia


La tabella elenca 28 habitat di interesse comunitario, di cui 8 prioritari, organizzati in sette macrotipologie ambientali, delle nove riportate nell'All.I della Dir. Habitat, quali:
  • Habitat d’acqua dolce;
  • Lande, brughiere e arbusti temperati;
  • Macchie e boscaglie di sclerofille;
  • Formazioni erbose naturali e seminaturali;
  • Torbiere e paludi;
  • Habitat rocciosi e grotte;
  • Foreste.
Ogni habitat è individuato da un codice, definito "Codice Natura 2000", che è composto da 4 cifre: oguna, a partire dalla prima, individua a cascata una serie di classi gerarchiche che caratterizzano l'habitat in modo sempre più dettagliato.

Come si può notare dalla tabella, l'ultima tipologia domina sulle altre, sia per numero di habitat (ben dieci, di cui quattro prioritari), sia per estensione (copertura in percentuale dei Siti). Il dato è piuttosto scontato, se si considera la natura forestale del Parco, ma è di fatto un'ulteriore conferma del valore di queste foreste, prevalentemente faggete, considerate tra le meglio conservate d'Europa. Il vero dato interessante, quindi, è quello legato alla presenza delle aree aperte, quali praterie, pascoli, parti-pascoli e arbusteti, che assumono un ruolo fondamentale sia come elemento si diversificazione paesaggistico-ambientale, sia come sorgente di vita per numerose specie animali e vegetali. Queste tipologie di ambienti, in particolare quelli legati a pratiche agro-pastorali tradizionali, sono la testimonianza di un antico presidio dell'uomo sul territorio, che le ha mantenute nel tempo e che a causa dello spopolamento della montagna dal secondo dopo guerra, si sono contratte fortemente e impoverire. Per questo, l'Ente parco, sta provvedendo ad attivare delle misure di gestione attiva, per la salvaguardia di alcune di quelle aree dove esiste ancora una presenza dell'uomo sul territorio.

Per maggiore informazione sulla classificazione degli habitat, consultare i seguenti manuali:
Manuale europeo di interpretazione habitat
Manuale nazionale di interpretazione habitat


Le Specie di interesse comunitario


Ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE), si definisce specie di interesse comunitario quella specie che, indicate negli allegati II, IV eV, risultano essere nel territorio dell'Unione europea alternativamente: 
1) in pericolo con l'esclusione di quelle la cui area di distribuzione naturale si estende in modo marginale sul territorio dell'Unione europea e che non sono in pericolo né vulnerabili nell'area del paleartico occidentale; 
2) vulnerabili, quando il loro passaggio nella categoria delle specie in pericolo è ritenuto probabile in un prossimo futuro, qualora persistano i fattori alla base di tale rischio; 
3) rare, quando le popolazioni sono di piccole dimensioni e, pur non essendo attualmente né in pericolo né vulnerabili, rischiano di diventarlo a prescindere dalla loro distribuzione territoriale; 
4) endemiche e richiedono particolare attenzione, a causa della specificità del loro habitat o delle incidenze potenziali del loro sfruttamento sul loro stato di conservazione. 


Tra queste si distinguono le specie prioritarie (*), ovvero quelle specie per la cui conservazione l'Unione europea ha una particolare responsabilità, a causa dell'importanza della loro area di distribuzione naturale.

Facendo riferimento all’elenco delle specie di interesse comunitario indicate negli All. II, IV e V della Direttiva Habitat, e a quelle inserite negli All. I e II della Direttiva Uccelli, si riporta di seguito l'elenco delle specie animali presenti all’interno dei Siti del Parco. La tabella fotografa lo stato delle conoscenze attuali. Al momento è in corso un nuovo aggiornamento del quadro conoscitivo, legato alla realizzazione delle Misure Specifiche di Conservazione per i Siti del versante Emilia-Romagna. Fino a quando il progetto non sarà ultimato, farà fede quanto segue.

Scarica la tabella delle specie, estrapolata dal Quaderno delle Ricerche dedicato a Rete Natura 2000.


CLASSE NOME LATINO NOME ITALIANO
MAMMALIA Canis lupus (*) Lupo
  Felis silvestris Gatto selvatico
  Mustela putorius Puzzola
  Hystrix cristata Istrice
  Muscardinus avellanaiurs Moscardino
  Barbastella barbastellus Barbastello
  Eptesicus serotinus Serotino comune
  Hypsugo savii Pipistrello dei Savi
  Mioniopterus schreibersii Miniottero
  Myotis blythii Vespertilio di Blyth
  Myotis daubentonii Vespertilio di Daubenton
  Myotis emarginatus Vespertilio smarginato
  Myotis myotis Vespertilio maggiore
  Myotis mystacinus Vespertilio mustacchino
  Nyctalus leisleri Nottola di Leisler
  Nyctalus noctula Nottola comune
  Pipistrellus kuhlii Pipistrello albolimbato
  Pipistrellus nathusii Pipistrello di Nathusius
  Pipistrellus pipistrellus Pipistrello nano
  Pipistrellus pygmaeus Pipistrello pigmeo o soprano
  Plecotus auritus Orecchione comune
  Plecotus austriacus Orecchione meridionale
  Rhinolophus ferrumequinum Ferro di cavallo maggiore
  Rhinolophus hipposideros Ferro di cavallo minore
  Tadarida teniotis Molosso di Cestoni
AMPHIBIA Bombina pachypus Ululone appenninico
  Rana dalmatina Rana dalmatina
  Rana italica Rana appenninica
  Rana temporaria Rana temporaria
  Salamandrina perspicillata Salamandrina di Savi
  Speleomantes italicus Geotritone italiano
  Triturus carnifex Tritone crestato italiano
REPTILIA Coronella austriaca Colubro liscio
  Hierophis viridiflavus Biacco
  Lacerta bilineata Ramarro
  Natrix tessellata Biscia tassellata
  Podarcis muralis Lucertola muraiola
  Podarcis siculus Lucertola campestre
  Zamenis longissimus Saettone comune
 OSTEICHTHYES Barbus meridionalis caninus
Barbo canino
  Barbus plebejus Barbo comune
  Chondrostoma genei Lasca
  Leuciscus souffia muticellus Vairone
  Rutilus rubilio Rovella
  Padogobius nigricans Ghiozzo del ruscello
MALACOSTRACA Austropotamobius pallipes Gambero di fiume
BIVALVIA Unio elongatulus  
INSECTA Cerambyx cerdo Cerambicide delle querce
  Lucanus cervus Cervo volante
  Osmoderma eremita(*)  
  Rhysodes sulcatus  
  Rosalia alpina(*) Rosalia alpina
  Euphydryas provincialis  
  Euplagia quadripunctaria(*) Falena dell'Edera
  Eriogaster catax  
  Maculinea arion  
  Parnassius mnemosyne Mnemosine
  Zerynthia polyxena Zerinzia
GASTROPODA Vertigo angustior Vertigo sinistrorso minore
AVES Caprimulgus europaeus Succiacapre
  Ardea alba Airone bianco maggiore (svernante)
  Egretta garzetta Garzetta (migratrice)
  Nycticorax nycticorax Nitticora (migratore)
  Alcedo atthis Martin pescatore
  Aquila chrysaetos Aquila reale
  Circaetus gallicus Biancone (migratore, estivante)
  Circus aeruginosus Falco di palude (migratore)
  Circus cyaneus Albanella reale (migratore)
  Circus pygargus Almbanella minore (migratore)
  Falco peregrynus Falco pellegrino
  Milvus migrans Nibbio bruno (migratore)
  Pandion haliaetus Falco pescatore (migratore)
  Pernis apivorus Falco pecchiaiolo
  Coturnix coturnix Quaglia comune
  Alauda arvensis Allodola
  Anthus campestris Calandro
  Emberiza hortulana Ortolano
  Ficedula albicollis Balia dal collare
  Lanius collurio Averla piccola
  Lullula arborea Tottavilla
  Sylvia undata Magnanina
  Dryocopus martius Picchio nero
  Bubo Bubo Gufo reale


La tabella riporta 79 specie animali di interesse comunitario, di cui 4 prioritarie (Canis lupus, Euplagia quadripunctaria, Osmoderma eremita e Rosalia alpina), la cui presenza è stata validata in occasione di un lavoro dedicato all'aggiornamento delle conoscenze sulle specie di interesse comunitario e conservazionistico (2009). Durante lo studio sono state raccolte informazioni provenienti da varie fonti, prevalentemente di natura bibliografica, viste le numerose ricerche condotte all'interno dell'Area protetta nel corso degli anni, analizzando un campione di dati dal 1970 al 2008.

In elenco, oltre a queste, sono state inserite quattro specie (evidenziate in giallo) che, pur non essendo più state rinvenute all'interno del Parco da circa un ventennio, ad eccezione della Lasca che è molto più recente, rappresentano una testimonianza storica della natura di questi luoghi e si è quindi ritenuto opportuno menzionarle, senza conteggiarle. Si è scelto invece di non inserire quelle specie la cui presenza è legata ad eventi occasionali, come Aquila minore, Grifone, Cicogna nera, Lanario, Airone rosso. Tra queste rientrerebbe anche il Falco pescatore, che al contrario è stato inserito in elenco e conteggiato. La scelta è stata dettata dal fatto che, negli ultimi anni, è stato avvistato con una certa regolarità un esemplare sorvolare e cacciare nell'invaso di Ridracoli, in periodo migratorio, e questo potrebbe essere un interessante stimolo per seguire l'andamento dell'evento.

Si segnala inoltre la presenza di 4 specie vegetali di allegato: Himantoglossum adriaticum, inserito in All. II e Lycopodium annotinum, L. clavatum e Galanthus nivalis, in All. V. I licopodi menzionati, seppur inseriti in allegato V, per il Parco rappresentano una vera e propria rarità, poiché le poche stazioni presenti individuano il limite meridionale all'areale di distribuzione della specie in Italia.


La normativa di riferimento



Il quadro normativo che regolamenta ed indirizza il processo di conservazione della biodiversità a livello locale, nazionale e sovranazionale, è piuttosto articolato. Di seguito si elencano i punti fondamentali (per visionare i vari documenti cliccare sopra).

Convenzioni
Convenzione di Berna
Convenzione di Bonn
Convenzione di Washington
Convenzione di Rio de Janeiro

Normativa comunitaria
Direttiva Habitat (92/43/CEE)
Direttiva Uccelli (79/409/CEE)
Direttiva Uccelli (09/147/CE)

Normativa nazionale
D.P.R. 120/03 - "Regolamento recante modifiche ed integrazioni al DPR 357/97 del 8.9.97 concernente attuazione della  direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche";
D.M. 3 settembre 2002 - “Linee guida per la gestione dei Siti Natura 2000”;
D.M. 17 ottobre 2007 - “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS)”.

Normativa regione Emilia-Romagna
L.R. 6/05 e successive modifiche - "Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle Aree Naturali Protette e dei siti della Rete Natura 2000";
L.R. 7/04 - "Disposizioni in materia ambientale. Modifiche ed integrazioni a Leggi Regionali";
D.G.R. 1191/07 - “Approvazione Direttiva contenente i criteri di indirizzo per l'individuazione la conservazione la gestione ed il monitoraggio dei SIC e delle ZPS nonché le Linee Guida per l'effettuazione della Valutazione di Incidenza ai sensi dell'art. 2 comma 2 della L.R. n.7/04”;
D.G.R. 1224/08 - "Misure di conservazione per la gestione delle Zone di Protezione Speciale (ZPS)".

Normativa regione Toscana
L.R. 56/00 - “Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna”;
L.R. 10/10 TITOLO IV -  "Norme in materia di VAs, VIA e valutazione di incidenza";
L.R. 11/10 - "Modifiche alla L.R. 10/10".
 
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