Le Riserve Naturali
sono definite come Aree naturali protette caratterizzate dalla presenza
di uno o più
elementi naturali, quali specie faunistiche, floristiche ed ecosistemi, che si dstinguono per il loro particolare valore naturalistico e che quindi svolgono un ruolo strategico nella conservazione della biodiversità.
Nel Parco ci sono sette
Riserve Naturali Statali,
gestite dal CFS tramite L'Ufficio Terriotoriale per la Biodiversità di
Pratovecchio (AR) - UTB, divise in due categorie a differente livello di
tutela: tre
Riserve Integrali (RI) e quattro
Riserve Biogenetiche (RB). Come indicato nella zonizzazione del Piano del Parco, queste si identificano rispettivamente nella
Zona A di "Riserva Integrale" e nella
Zona B di "Riserva Generale Orientata".
Queste Riserve qui svolgono un ruolo di
primaria importanza, poiché tutelano aree di grande valore natuarlistico
sul panorama nazionale ed europeo. Alberi e boschi vetusti e
monumentali, entità floristiche rare o al limite del loro areale di
distribuzione, ecosistemi ben conservati tutelati a livello europeo,
sono le principali emergenze. Un lustro ad un territorio già di per
sè prezioso e ricco di biodiversità.
Le Riserve Biogenetiche
Istituite con D.M 13.07.1977, si estendono complessivamente per circa 4.600 ha
e comprendono le RB di Campigna; Camaldoli; Badia Prataglia - Lama; e
Scodella.
Istituite in momenti e con finalità differenti, si estendono complessivamente per circa 911
ha e comprendono: la RI di Sasso Fratino, prima RI d'Italia istituita
nel 1959 a tutela di un lembo di foresta tra i meglio conservati d'Europa, che presenta caratteri di elevatissima natutralità, simili a quelli di un'antica foresta primaria; la RI de La Pietra che conserva un lembo della vecchia foresta Gran ducale, dove prevalgono fustaie transitorie di faggio e fustaie adulte di abete bianco; e infine la RI di M.te Falco - P.gio Piancancelli, a tutela di specie floristiche rare e minacciate di grande valore conservazionistico.