Una sera, durante un’escursione attraverso le foreste secolari del Parco Nazionale un gatto dal mantello striato grigio fulvo e con la coda straordinariamente folta attraversa fulmineo il sentiero. Abbiamo forse avvistato un gatto selvatico o semplicemente un randagio che fugge intimidito alla nostra inattesa comparsa? Ma, esiste davvero il gatto selvatico nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi? Un quotidiano riporta la notizia dell’avvistamento di una lince. E’ sicuro! L’animale è troppo grosso per essere un gatto, ci sono impronte sicuramente di lince ed c’è anche una foto, confusa, ma sufficiente ad accertare la presenza del felide nelle foreste più inaccessibili del crinale appenninico. Ma, siamo certi che la lince, di cui non esistono segnali di presenza negli ultimi 2.000 (duemila) anni, sia “naturalmente” ritornata in Appennino? Oppure si tratta di un individuo nato in gabbia e sfuggito da qualche recinto o giardino zoologico? Queste e molte altre incertezze ancora esistono sulla presenza, distribuzione e su moltissimi aspetti della biologia dei felidi italiani, il gatto selvatico (Felis silvestris) e la lince (Lynx lynx), probabilmente i più elusivi e misteriosi fra tutti i mammiferi della nostra fauna. Per rispondere a queste a ad altre domande, l’8 novembre 2008 a Santa Sofia (FC), si è svolto il convegno “Biologia e conservazione dei Felidi in Italia”, organizzato dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA exINFS), con il Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi, Perugia, e con il Museo di Ecologia del Comune di Meldola. All’organizzazione del convegno ha contribuito il Corpo Forestale dello Stato, nelle due componenti, il CTA e l’UTB che sono presenti nel Parco Nazionale dove, oltre alla consueta attività istituzionale, collaborano attivamente alla realizzazione dei programmi di ricerca e monitoraggio della fauna. Il convegno ha avuto lo scopo di mettere a confronto il risultato delle attività dei ricercatori che si occupano di biologia del gatto selvatico e della lince, per valutare lo stato delle conoscenze attuali e delineare strategie di conservazione delle popolazioni dei due felidi presenti in Italia. La partecipazione è stata straordinaria. Pur trattandosi di due specie, il gatto selvatico e la lince, che spesso passano in secondo piano in confronto alle attenzioni che vengono dedicate ai carnivori più problematici, come l’orso bruno ed il lupo, 170 persone hanno partecipato agli incontri che si sono svolti nella serata del 7 e per tutta la giornata dell’8 novembre.
Il convegno è stato organizzato dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, dal Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, con la collaborazione del Museo di Ecologia di Meldola e del Corpo Forestale dello Stato, Ufficio Territoriale per la Biodiversità (UTB - CFS) di Pratovecchio e Coordinamento Territoriale per l'Ambiente (CTA - CFS) del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi............(
continua)
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